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"Da qualche parte in un passato non così lontano lo spirito Vanner è nato.
Qualsiasi Vanner può dire quando è nato, ma non ne troverete mai due che siano d’accordo al riguardo!
Nonostante questo è innegabile che una forte energia sia al centro di questa cultura che è cresciuta intorno al van.
Questo spirito è l’amore comune per i Van personalizzati e dell’essere Vanner.
Molti appassionati di Van dicono che il fenomeno Vanner è nato subito dopo l’arrivo delle prime automobili.
Auto e camion hanno permesso ai “Vanner ” in erba di percorrere grandi distanze più velocemente ed economicamente della carrozza trainata dai cavalli.
Alcuni sostengono che il mondo “Vanner” non sarebbe potuto nascere prima dell’introduzione del camion nel 1940. Molti dei quali restaurati e personalizzati, possono essere ammirati ancora oggi nei raduni a loro dedicati e in altre manifestazioni. Questi veicoli riescono ancora oggi a far girare la testa e a vincere trofei.
Può essere un mistero dove e come sia nato lo spirito Vanner, ma non è un mistero quando è nato il primo Van.
Il primo veicolo che potrebbe essere riconosciuto oggi come Van potrebbe essere il “Microbus” (T1) della VW. Introdotti nel 1949 il VW Trasporter ed il “Microbus” (T1) hanno spianato la strada alla Van Mania negli Stati Uniti nei decenni seguenti. Più piccolo rispetto alle classiche station wagon, più economico da possedere e gestire, facile da riparare spesso decorato con simboli di pace e fiori negli anni ’60, i giovani trovano nel “bus” il loro primo automezzo che offre loro l’efficienza e le comodità progettate per un camper in un veicolo per tutti i giorni.
Nel ’57 Ford produce, con poco entusiasmo, il “Thames Van” in Inghilterra. Con l’introduzione nel ’61 dell’Econoline negli Stati Uniti, Ford trova, da questa parte dell’Atlantico, una più crescente e forte popolarità per il Van.
La fabbricazione americana e gli spazi interni più ampi rispetto alla VW portano l’Econoline ad avere ben presto molti fedeli proprietari.
Raccogliendo le idee tra parenti e amici, il Van diventa un oggetto di culto.
Il pensiero di prendere un fugone standard, colorarlo, personalizzarlo e ricostruire gli interni divenne semplicemente naturale per alcune persone, in particolari fra i giovani.
Per non rimanere indietro nella tendenza la General Motors introduce la Chevrolet Corvan 95 subito dopo Ford nel ’61.
Nel 1964 la GMC presentò in anteprima un Van con il proprio nome ed introdusse nel 1965 il Chrysler Dodge A-100.
Entro la fine del 1960, Van di ogni tipo erano prodotti in Europa, Nord America, Giappone e Australia.
Anche se il Van è stato creato in Europa, prese piede prima negli Stati Uniti e poi si è diffuso in tutto il mondo.
Non ci volle molto tempo perché nascessero i primi club, addirittura verso la fine degli anni ’60 iniziarono i primi raduni.
Anche se non si è d’accordo su quando sia nato il fenomeno Vanner, tutti possono ricordare il loro primo raduno, i festeggiamenti, le celebrazioni, la libertà .
Dopo un po’ le riviste di settore iniziarono a parlarne, agli inizi degli anni ’70 periodici come “Hot Rod Magazine”, “Car and Truck” iniziarono a scrivere articoli sui Vanner.
Anche se diventato di portata nazionale, il fenomeno Vanner era ancora limitato a gruppi di appassionati che avevano difficoltà a comunicare tra loro.
Non passò molto tempo prima che fosse organizzato una sorta di evento nazionale per riunire tutti i Vanner. Il 10 agosto 1973 il fenomeno Vanner divenne indipendente con il suo primo raduno nazionale.
Mr. Terry Cook è colui che si può definire il “padre” del ritrovo Nazionale. Allora direttore di “Hot Rod Magazine”, impostò le regole base per l’organizzazione e diede poi al Rocky Mountain Vans la responsabilità di ospitare il primo raduno nazionale.
Parteciparono oltre 1000 Van all’evento che si svolse in Colorado a Tiger Run (posizionata nella parte più alta delle montagne rocciose).
Nonostante fosse stato gestito da dilettanti e volontari tutto sembrò funzionare. Più di un Vanner ha detto che fù “La miglior dannata cosa “ a cui abbia mai partecipato. Tutti i partecipanti sono d’accordo nel dire che il primo raduno nazionale abbia avuto un successo così grande che non ce ne sarà mai un altro alla stessa altezza.
L’anno seguente il Vans AM di Kansas City fece il secondo raduno nazionale a Bonner Spring in Kansas. Il numero di Van presenti aumentò di oltre 500 unità rispetto all’anno prima. Il fenomeno Vanner era in forte crescita.
Nel 1974 non serviva essere un genio per capire che il fenomeno Vanner iniziava ad evolversi in qualcosa di grande, anche chi aveva uno scarso senso degli affari vide in questa nuova evoluzione un buon business. C’era il profitto in questi furgoni!
Nacque una nuova organizzazione nazionale, chiamata National Street Van Association (NSVA).
Assieme al Midwest Vans la NSVA tenette la terza edizione del raduno nazionale a Bowling Green in Kentuchy, ma le cose non furono le stesse. Invece di essere un incontro informale fra amici e familiari molti Vanner ebbero la sensazione di una ben orchestrata iniziativa commerciale destinata a guadagnare soldi facili. Questo non era l’obbiettivo concepito originariamente dai fondatori del raduno nazionale.. Il posto era troppo piccolo per ospitare tutti i partecipanti che erano un numero inaspettato.
Nonostante molti pensassero che l’obbiettivo della NSVA e del suo fondatore Fred “Freddie” Blumental fossero i soldi, il terzo raduno nazionale è stato apprezzato dalla maggioranza dei Vanner che vi parteciparono.
L’intento dei fondatori del raduno nazionale, era che la gestione e l’organizzazione della manifestazione doveva passare da un club all’altro e che fosse fatto dai Vanner per i Vanner dunque non un interesse economico dai fini commerciali.
Così quando Freddie annunciò che l’anno seguente nella quarta edizione del raduno si sarebbe svolta ancora a Bowling Green, molti ritennero che fosse giunto il momento di fermare la commercializzazione del Van prima che questo prendesse il sopravvento.
I sentimenti anti-NSVA divennero crescenti, il Rocky Mountain Van raccolse la sfida di mantenere il raduno nazionale come previsto, senza farlo diventare uno strumento per promotori avidi ed egoisti.
Per scongiurare questa situazione creata da Freddie Blumental e dalla NSVA o da altri in futuro il Rocky Mountain Vans ottennei diritti sul “National Tuck-in” (ovvero raduno nazionale n.d.m).
Freddie Blumenthal fece delle azioni legali per conto della NSVA sostenendo che la stragrande maggioranza delle persone che possedevano Van e camion non erano i “selvaggi” il Rocky Mountain Vans sosteneva che il RMV rappresentava solo il 2% di tutti i Vanner. Dunque diceva di rappresentare il 98% dei Vanner e di aver meritato il diritto di chiamare il suo raduno “National-Truk-in” Freddie lasciò cadere la sua sfida ma continuò a tenere manifestazioni nazionali.
Così, nei successivi 3 anni vi furono 2 raduni nazionali, il “Nationl Truk-in” (con il suo scopo iniziale) e il “National Vans” tenuta dalla NSVA.
Nonostante il record di partecipanti, ben 3500 Van nel 1976, il “Nationl Truck-.in” venne oscurato dal “National Vans” sulla maggior parte delle riviste.
Tuttavia non tutta la stampa che parlò della NSVA ne scrisse in modo positivo. La cattiva pubblicità causò la caduta del numero di partecipanti ad entrambi gli eventi . L’inflazione e l’aumento del costo del carburante hanno incominciato a scoraggiare i viaggi a lunga distanza e l’uso di mezzi a basso consumo.
Si iniziarono a formare piccoli club (detti anche consigli) che sparsero il movimento Vanner cercando nuovi soci, finanziamenti e cercando di costituire più comunicazione fra i club. Nonostante la creazione di questi piccoli club e nonostante i loro sforzi la popolarità del Van continuò a diminuire.
Insieme a tutti gli altri, il calo complessivo è stato notato dal Florida Van, che vedendo la necessità di unità e comunicazione decise, nel 1977, di indire una riunione di tutti i piccoli club del sud-est degli Stati Uniti, si tenne così nel febbraio del 1978 il primo “Consiglio dei Consigli”che però fu solo ad ambito regionale. Tutti gli altri club videro in questa riunione un’ottima occasione per scambiarsi notizie, esperienze ed idee, così iniziarono a partecipare anche loro al “Consiglio dei Consigli” facendolo diventare un vero e proprio evento nazionale. Oggi i “consigli” di tutta l’America, il Canada e l’Europa inviano i loro rappresentati a questo incontro annuale rendendolo così un ritrovo internazionale.
Anche se non collegato alla nascita del “Consiglio dei Consigli” il NSVA fu declinato da esso, Freddie disse che la NSVA fu scomparsa a causa di “elementi malevoli” presenti fra il movimento Vanner. Nonostante tutte le cose negative che sono state dette non si possono negare gli sforzi fatti da Freddie Blumenthal e dalla NSVA per promuovere nei primi anni il fenomeno Vanner agli occhi della gente.
Nel 1982 il RMV era giunto a due conclusioni: i potenziali ospiti del “National Truk-in” potevano essere persi inavvertitamente a causa di una mancanza di informazione. Tutti i club della nazione, prima o poi (probabilmente prima) il RMV sarebbero stati accusati di avere le stesse caratteristiche e scopi del defunto NSVA. Il fenomeno Vanner dovrebbe portare solo divertimento ed invece le responsabilità governative del “National Truck-in” erano un po’ di più rispetto a quelle che doveva gestire un semplice club.
Per risolvere questi problemi fu fondato il “National Truck-in” Board of Governors.”, in occasione del 10° Nation Truck-in, RMV annunciò il gruppo di rappresentanti regionali, i quali avevano il compito di aiutare nella scelta di chi l’anno seguente avrebbe avuto il privilegio di ospitare il National Truck-in. Il consiglio di amministrazione avrebbe come esaminatore e come comitati direttivo per valutare e raccomandare quale club potesse agire per conto del RMV. Decisero inoltre che il Nationl Truck-in si dovesse svolgere durante le ultime 3 settimane di Luglio, negli anni il consiglio acquisì sempre più responsabilità e cominciò a diventare un vero e proprio “marchio di qualità” per il National Truck-in.
Ci furono diversi tentativi di creare riviste specializzate sui Van ma quasi tutte abbandonarono ben presto questa scelta ed alcune persino fallirono. Nel 1989 il Consiglio dei Consigli ed il “National Truck-in” Board of Governors cercarono di colmare questo vuoto creando la rivista “VANNING NOW” che diventò l’unica rivista che parlava di Van e Vanner scritta da Vanner per i Vanner. Come detto in precedenza il fenomeno Vanner non si limitò solo agli Stati Uniti, molti club si formarono in Canada, Regno Unito, in molti paesi dell’Europa, in Australia, in Nuova Zelanda e nel resto del mondo.
In Canada si dice che il primo raduno fu a Bells Lake nel 1973, il club che lo organizzò fù il Van Association. Il primo raduno nazionale canadese fù nel 1976 organizzato dal North American Van Association tenutosi ad Alberta. Dopo questo primo passo si spostò in Ontario e nel corso degli anni subì alcune modifiche del nome per poi cessare nel 1989.
Nel 1991 il Kawartha Kountry VanVan Club si assunse la responsabilità di far rivivere questo raduno attraverso i nuovi componenti del Canadian Van Nations.
Nel 1976 i canadesi (e altri) sono stati introdotti nell’Ontario Federation of Truckers, l’OFT divenne nota come la Federazione dei Vanner dell’Ontario nel 1986.
Fondato da Geoff e Sony Koome oggi l’OFV ha raggiunto il “consiglio di stato” diventando così la voce dei Vanner canadesi, anche se loro non hanno mai confermato questa cosa.
Il fenomeno Vanner in Europa iniziò nel Regno Unito, La National Street Van Association fu costituita nel 1974 come distaccamento del NSVA di Freddie Blumenthal. Il primo raduno inglese fu organizzato nel 1976 a Sreeple in Nothamptonshire sotto il nome di NSVA – UK.
Il fenomeno Vanner inizio a diffondersi in Europa nel 1977 con la fondazione del Belgium Street Cruiser in Belgio, del Torino Van Club nel 1981 in Italia e del Van and Truck-in Finlandia. Dal 1974 centinaia di club si formarono in Europa, notando la crescita a livello mondiale, anche gli australiani e i neozelandesi iniziarono a costituire dei club. Nel 1975, il NSVA formò un distaccamento in Australia e come per la NSVA Americana si spense dopo pochi anni. Per colmare la mancanza di un club nazionale fu fondato l’Australian Street Van Association con l’aiuto del Van Council of Vittoria. L’ASVA finì sotto le pressioni ed i litigi sciogliendosi nel 1992. Tuttavia il fenomeno Vanner è ancora molto forte in Australia.
Il primo club Neo Zelandese è stato il Black Vans di Auckland fondato nel 1975. Questo club a quanto pare svanì molto presto, ma altri club si furono già formati. Il club più “antico” ancora presente è il VANS Palour fondato nel 1976. Nel 1977 il Palour Vans di Auckland, il Windy City Vans di Wellington e il Whisky City Vans di Dunedin presidiarono il primo raduno neo-zelandese, nel 1979 divennero 16 club presenti fino a stabilire il record nel 1981 con 296 mezzi presenti e 29 club presenti al raduno.
Nel 1985 in Nuova Zelanda erano presenti ben 39 club, Il Van Association of New Zeland (VANZ) fu costituito nel 1979 al fine di creare una linea comune di comunicazione fra tutti e 39 i club.
Il fenomeno Vanner si diffuse in molte altre parti del mondo fino ad arrivare a Puerto Rico, Massico, Brasile, Argentina, Sud Africa, India Pakistan, Filippine e Giappone. Il cambiamento più significativo degli ultimi anni, nella cultura Vanner è stato il “mini-van”( Van dalle dimensioni più ridotte rispetto ai classici). Il “mini-van” è stato introdotto negli Stati Uniti nel 1987 con il Plymouth Voyager ma fu presto seguito dall’Astro Van della Chevrolet, del Safari della GMC e dall’ Aerostar della Ford. Sul mercato giapponese i “mini-van” furono prodotti dalla Mazda (MPV), dalla Toyota(Previa) e dalla Nissan (Quest). Nel corso degli ultimi anni il “mini-van ” è diventato quasi esclusivamente ALL-WHELL DRIVE.
Quando i primi “mini-van” cominciarono a presentarsi ai raduni, i loro proprietari furono esclusi. I tradizionalisti Vanner dichiararono il “mini-van” come una station wagon senza muso, da quel momento il “mini-van” ebbe una categoria sua all’interno dei raduni appropriandosi di importanti riconoscimenti come il Best of Show nel 1992 al “National Truk-in”.
Con il ritorno del raduno nazionale nel 1978 il “National Truk-in” diventò il simbolo del movimento Vanner negli Stati Uniti e nel mondo, gli spettatori e i partecipanti aumentarono fino ad arrivare a 1000 furgoni in più rispetto ai precedenti 4 anni. I furgoni presenti al 7° “National Truk-in” (1979) i furono 2200 ma l’economia e il passare degli anni ebbero una pesante influenza sul mondo Vanner.
Il numero di Van presenti negli Stati Uniti oggi, è aumentato di oltre un milione rispetto all’anno scorso ma quasi tutti i nuovi proprietari non possono essere ritenuti Vanner.
Fortunatamente le adesioni ai club in Europa occidentale e in Nuova Zelanda stanno aumentando. Come per altre cose nella vita, il futuro del fenomeno Vanner è nella nuove generazioni anche se con l’arrivo di esse le esigenze sono cambiate infatti, negli ultimi anni i raduni sono organizzati con band dal vivo, giochi ed attività per bambini e adulti, premi e trofei.
Ci saranno molti modi per essere Vanner e per vivere il mondo Vanner ,ma sono finiti i giorni in cui i raduni erano fatti in un campo con una dozzina di furgoni, un barilotto di birra, uno stereo ed il desiderio di incontrarsi con gli amici…forse….!

 

 

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Ultimo aggiornamento 07/10/2017